GLI ARTICOLI

Se il chicco di grano non muore…
di Marcella Pieri
8 ottobre 2006, Avvenire 

Sono già trascorsi due mesi dalla tragica scomparsa di Paola Pesci, la ragazza morta folgorata durante un’escursione sul monte Vettore, un fiore sbocciato alla vita e tragicamente e prematuramente reciso.
La sua scomparsa ha segnato profondamente la famiglia, gli amici, il paese. Chi ha conosciuto Paola, ricorda una ragazza disponibile, altruista, allegra, solare, ma allo stesso tempo riservata e semplice che rifiutava ogni forma di ostentazione e di esibizionismo.
Legatissima alla famiglia, scrupolosa e zelante sul lavoro, leale e sincera con gli amici, e con una grande passione: la montagna. Spesso con i suoi amici scappava in montagna dove poteva assaporare quel senso d’immensità e tra i verdi alberi e le cime innevate, abbracciare con lo sguardo l’intero universo e toccare il cielo con un dito, percependo la vicinanza diretta con Dio, quel Dio che Paola amava nella semplicità delle cose del creato e che ora può contemplare da vicino, poichè vive la pienezza di vita.

La sua famiglia sapendo quanto apprezzasse la sobrietà , ha voluto che le esequie rispecchiassero il modo di essere della ragazza. Niente fiori quindi, ma solo opere di bene.
La tragica e prematura scomparsa di Paola, non ha inaridito i cuori di chi l’ha conosciuta e amata, anzi da un così grande dolore è nato qualcosa di grande e di nobile: un progetto di vita.
L’amore di Paola, la sua disponibilità, il suo altruismo, il suo sorriso, non potevano certo svanire con la sua morte, ma dovevano continuare a portare frutti; perchè come dice il Signore: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore produce molto frutto.” (Gv. 12,24)

E nata così la “Fondazione Paola Pesci” che avrà come scopo la creazione di una casa famiglia per i bambini orfani e bisognosi di particolari cure sanitarie a Tabou in Costa d’Avorio. La realizzazione del progetto verrà affidata alle “Suore missionarie dell’Incarnazione” che già operano in Africa e che sono presenti anche a Vasanello dove gestiscono la “Scuola materna Gesù Redentore”. A loro il compito, supportate dala Fondazione, di portare il sorriso sulle labbra di tanti bambini sfortunati. E’ già stata raccolta la cifra di 4000 euro, tanto ancora deve essere fatto. Gli amici, la famiglia e quanti l’hanno conosciuta continueranno, attraverso donazioni ed iniziative, a sostenere il progetto.

Un giorno forse gli occhi di chi l’ha amata incontrando gli occhi limpidi e sorridenti di un bimbo africano, vedranno Paola sorridere grata per quanto di bene è stato fatto nel suo nome.
Aveva cominciato a lavorare fin da giovanissima, non appena conclusi gli studi alla scuola alberghiera.
“Una ragazza seria, molto in gamba, generosa, sempre pronta ad aiutare tutti”, la ricordano quelli che la conoscevano. E a Vasanello, comune di circa 4mila anime, la conoscevano tutti.
La tragedia è avvenuta, come detto, lunedì scorso. Paola, insieme a due amici si trovava sul monte Vettore, in una zona aperta, per una escursione al lago di Pilato, quando le condizioni meteo sono improvvisamente peggiorate. Alcuni fulmini hanno cominciato ad abbattersi attorno al gruppo, a quel punto i tre hanno deciso di tornare indietro per trovare un riparo.
Ma l’ennesima scarica elettrica, purtroppo, è risultata fatale a Paola.

In centinaia per l’ultimo saluto  a Paola.
26 luglio 2006, Corriere dell’Umbria

Si è compiuto ieri sera l’ultimo atto della tragedia dl Paola Pesci, la ragazza di 31 anni uccisa lunedì pomeriggio sul monte ‘Vettore, in provincia di Perugia, da un fulmine. Il magistrato, constatate le chiare cause del decesso, ha voluto restituire immediatamente il corpo alla famiglia evitando ulteriori esami. Le esequie si sono svolte in mezzo ad una folla imponente: per un paio d’ore l’intero paese di Vasanello si è fermato, ancora incredulo, stringendosi intorno al dolore dei genitori della ragazza, Franca e Filippo, e alla sorella Anna.

A celebrare la funzione religiosa, nella pieve di Santa Maria Assunta, il parroco don Vincenzo Prato insieme a don Fausto Bortolotti, parroco di Canale Monterano e amico di lunga data dei genitori. I due sacerdoti hanno indossato i paramenti sacri della Pasqua, simbolo di resurezione.
Per espressa volontà dei familiari tutto si è svolto nel segno di una grande semplicità, come Paola, ragazza riservata e modesta, avrebbe certamente voluto.

Pertanto i membri della giunta comunale hanno partecipato a titolo personale.

Immane la disperazione dei familiari e degli amici più stretti di Paola.